E se la Realtà non fosse quello che sembra?

 

Quando vieni al mondo sei libero.

Bagnato, urlante, spaventato, ancora scosso dal dolore dei polmoni che dopo nove mesi si ritrovano a riempirsi di aria velenosa, morso dal freddo, dai colori, dai rumori.

Sei ancora libero, però.

Le sbarre si creano quasi subito, un caleidoscopio di volti sorridenti, adulti che ti parlano come se tu fossi un imbecille, i primi dogmi che non capisci ma che vengono seminati con infinita pazienza nella tua mente che ancora prende forma.

La realtà pianta i primi uncini dentro di te, non te ne accorgi?

Eri libero, ora sei uno schiavo.

Il tuo piccolo frammento di mondo, la scheggia di un mosaico chiamato Campi Elisi, ti offrirà tutto quello che vuoi, tutto quello che pensi di volere, tutto quello che pensi ti sia assolutamente necessario.

La realtà non è che la menzogna in cui credi, a cui ti aggrappi con la disperazione del naufrago in balia della tempesta, l’appiglio che ti aiuta a capire quali siano i limiti della normalità. Vincoli, barriere, leggi, a partire dalla Carne che avvolge la tua Fiamma fino agli abiti che ti agghindano in base alla falsa libertà chiamata moda, ai modi di dire, alle norme, alle convenzioni, a tutto quello che puoi o non puoi fare. Chi è il pazzo? Chi è il sano di mente? Hai mai visto un barbone o un folle che parla e borbotta e sputacchia la sua verità?

Sei sicuro che il pazzo sia lui?

E  intanto cresci e appaiono nuove regole, nuove cose che devi fare pena la tua esclusione dalla società o nel migliore dei casi la velata ironia della tua cerchia di parenti e amici. Devi lavorare, devi produrre, devi fare quel che devi. Gli anni passano nel frattempo, e tu ti aggiri per il labirinto chiamato vita.

La vita… Perché non fai caso al tamburo che ti batte nel petto? Non si limita a pompare il sangue nelle vene, ti ricorda anche che sei a tempo, perché non c’è modo migliore di gustarsi qualcosa se non l’essere consapevole che prima o poi finirà.

Perché sprecare la propria vita inseguendo le menzogne dei Campi Elisi?

La razza umana sparge sangue per la terra come se fosse più che un posto in cui vivere.
La razza umana sparge sangue per il petrolio come se fosse più che una fonte di energia prossima all’esaurimento.
La razza umana sparge sangue per parole confuse scritte sulla carta come se fossero qualcosa di più che alberi affettati e macerati tramite cui conserviamo le informazioni.

I Campi Elisi sono una menzogna.

A Loro va bene così.

I nostri custodi, i nostri carcerieri.

Ridono mentre noi vaghiamo senza meta, come stupide pecore che si fermano alla prima staccionata e che non prendono neppure in considerazione l’idea che esistano modi con cui fuggire.

Le Vie.

Le Arti.

Il tempo scorre, amico mio.

Cosa farai?